Ramo di pianta di caffè con drupe mature e acerbe di vari colori, in una piantagione all’aperto con colline sullo sfondo.

È una delle bevande più amate al mondo, ma spesso non si conosce come avvenga realmente la sua produzione. Stiamo parlando del caffè, un alimento affascinante, la cui storia e coltivazione meritano un approfondimento dedicato.

Quali sono le varietà di caffè più conosciute

Quando si parla di caffè, è inevitabile pensare subito a Coffea Arabica e Coffea Canephora (meglio nota come Robusta). Queste due varietà sono non solo le più apprezzate a livello mondiale, ma anche le più antiche e prestigiose nella produzione di caffè.

Ogni anno vengono prodotti circa 135 milioni di sacchi di caffè, ovvero circa 8 milioni di tonnellate. Il 75% di questa produzione è costituito da Arabica, mentre il restante 25% è Robusta.

La varietà Arabica nasce sugli altopiani dell’Etiopia. Può raggiungere un’altezza di 5 metri e si distingue per semi allungati (8-12 mm) e una bassa percentuale di caffeina (tra 0.7% e 1.5%).

La varietà Robusta, invece, proviene dall’Africa Occidentale ed è oggi coltivata in tutta la fascia intertropicale. Può crescere fino a 10-12 metri. Il suo seme è più tondeggiante, lungo 5-8 mm, e ha un contenuto di caffeina più elevato: dal 2.5% al 4%.

Il nome Canephora Robusta riflette la resistenza della pianta, superiore rispetto all’Arabica. La sua coltivazione si è diffusa soprattutto nel XX secolo, dopo il declino di molte piantagioni di Arabica in paesi come Malesia, Java, Sri Lanka e Filippine.

Le diverse fasi della produzione del caffè

La raccolta

Il primo passo è la raccolta delle drupe, i frutti delle piante del caffè. Somigliano a piccole ciliegie e contengono un nocciolo che, una volta lavorato, diventa il chicco di caffè.

Esistono due metodi principali di raccolta:

  • Stripping (raccolta meccanica): si scuotono i rami con trattori specializzati, facendo cadere i frutti su teli.
  • Picking (raccolta manuale): si raccolgono solo le drupe giunte al giusto grado di maturazione.

La lavorazione

La lavorazione del caffè deve iniziare lo stesso giorno della raccolta, per evitare contaminazioni.

Ci sono due metodi:

  • Lavorazione naturale (a secco)
  • Lavorazione a lavaggio (in umido)

L’essiccazione

Fase delicatissima, da svolgersi con cura e lentezza, per ottenere un risultato omogeneo.

Può avvenire:

  • All’aperto (aia di caffè naturale o lavato)
  • Tramite essiccazione meccanica, con appositi macchinari

Le fasi finali

Le ultime operazioni del processo sono:

  • Pulizia
  • Sbucciatura
  • Lucidatura
  • Crivellatura
  • Selezione meccanica o elettronica

Conclusione

La produzione del caffè è un viaggio complesso e affascinante che coinvolge numerosi passaggi, ognuno dei quali è fondamentale per ottenere un prodotto di qualità.

Per chi ama il gusto intenso, le miscele di qualità di Caserta di Brasilena sono la scelta ideale.

26Settembre
2022

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